Identità della scuola


Anche se le suore Salesie ormai dal 2000 non sono più presenti nella struttura scolastica, non per questo è stato tralasciato il messaggio cristiano.

I principi pedagogici che fanno da impianto al Progetto Educativo della scuola sono sì la Montessori e le sorelle Agazzi, capisaldi della pedagogia italiana, ma lo sguardo va oltre fino ai giorni nostri con l’approccio socio culturale di Vygotskij e di Bruner. Questo nuovo fronte pedagogico affronta lo studio dei processi cognitivi e dell’apprendimento nelle loro relazioni con le attività e nei contesti nei quali le persone vivono: le rappresentazioni e le abilità si formano e si affinano non grazie ad una elaborazione autonoma e solitaria della nostra mente, ma nell’incontro con gli strumenti, le situazioni, le relazioni …

Il bambino diventa costruttore della propria conoscenza lavorando nella zona di sviluppo prossimale considerando il pensiero non come un bene individuale da accrescere in solitudine, ma come una struttura dinamica che si forma nei contesti quotidiani di attività e si evolve nelle interazioni con gli altri. Anche per Martin Buber l’essere umano è per essenza dialogo e non si può realizzare se non comunica con l’umanità, ma Buber specifica che i principali interlocutori dell’uomo devono essere la Creazione ed il Creatore; per lui la Bibbia testimonia questo dialogo tra il Creatore e le sue creature: proprio questo è e sarà il nostro obiettivo dell’insegnamento della religione cattolica oltre ai tre già definiti dalla C.E.I.:

  • Osservare il mondo che viene riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi dono di Dio Creatore.
  • Scoprire la persona di Gesù di Nazaret come viene presentata dai Vangeli e come viene celebrata nelle feste cristiane.
  • Individuare i luoghi di incontro della comunità cristiana e le espressioni del comandamento evangelico dell’amore testimoniato dalla Chiesa.

Per il progetto educativo della nostra scuola di fondamentale importanza sono anche le Indicazioni Nazionali per il Curricolo e le Encicliche di Papa Francesco “Evangelii gaudium” e “Laudato sii”. In esse il Papa fa una lettura della nostra società in cui impera il capitalismo selvaggio, in cui la cultura del benessere oscura gli occhi e anestetizza il cuore delle persone; esorta l’umanità alla sfida del superamento della cultura dello scarto per giungere alla cultura dell’incontro, perché su questa terra siamo tutti migranti e pellegrini, ciascuno responsabile del benessere dell’altro. Questa è la vera cittadinanza tanto nominata ed auspicata nelle Indicazioni Nazionali Ministeriali, però deve diventare una cittadinanza integrale in quanto il bambino deve essere cittadino della terra, terra madre quale dono di Dio da custodire. All’interno di questo quadro socio-culturale, la scuola ha una missione controcorrente in quanto deve dialogare con il cambiamento, deve essere una sorgente d’acqua fresca e non un fortino, perché non si cambia il mondo se non si cambia l’educazione.

La scuola si deve porre come scuola – comunità le cui dimensioni principali sono:

  • Partecipazione, intesa come presenza attiva dei vari soggetti.
  • Dialogo, perché bisogna saper ascoltare ed emozionarsi nell’incontro con l’altro.
  • Accoglienza verso tutti perché abbiamo la consapevolezza che tutte le persone sono una risorsa.
  • Apprendimento di tipo significativo perché promuove lo sviluppo delle competenze e favorisce l’autostima e l’autonomia.
  • Servizio e solidarietà perché la scuola educa alla responsabilità sociale per diventare popolo.

La scuola cattolica è per noi un luogo di umanizzazione e di cittadinanza, per far crescere i bambini nei valori umani tenendo sempre presente come sfondo una educazione Pro-Sociale perché fare del bene fa bene prima di tutto a noi stessi.